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29 Novembre 2024

Diritti umani e disabilitą. Partecipazione all'attuazione e al monitoraggio

Il General comment numero sette mette al centro il diritto delle persone con disabilitą a partecipare -attraverso le loro associazioni- alle attivitą di monitoraggio della Convenzione. L'analisi di Francesca Fusina

Il General comment numero sette sottolinea il ruolo attivo rivestito dalle persone con disabilità e dalle loro organizzazioni rappresentative nelle fasi di negoziazione, sviluppo e redazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Il pieno coinvolgimento delle stesse ha permesso di creare un trattato rivoluzionario sul piano dei diritti umani e, al tempo stesso, di proporre un modello operativo divenuto emblema della partecipazione attiva che le persone con disabilità rivendicano sulle scelte relative alle proprie esistenze.

Si tratta di una vera e propria svolta perché, come ricorda lo stesso Comitato, storicamente le persone con disabilità sono state spesso escluse dai processi consultivi e decisionali, a causa di pregiudizi, barriere comportamentali, difficoltà legate alla fruizione delle informazioni e all’accessibilità alle diverse forme di comunicazione.

Agli schemi tradizionali, in cui rappresentanti di terze parti si fanno portavoce dei diritti delle persone con disabilità, la Convenzione contrappone un modello nuovo, sintetizzabile nel motto “niente di noi senza di noi”, in cui le stesse possano partecipare in maniera effettiva, autonoma e responsabile alla vita pubblica, in condizione di uguaglianza con gli altri.

"Nulla su di noi senza di noi" non è solo un motto. Ma un impegno quotidiano

di Francesca Fusina, presidente Anffas Legnano e vicepresidente LEDHA

Il General comment numero sette, pubblicato il 9 novembre 2018, è lo strumento che ci permette di tradurre la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità da documento a strumento per la corretta applicazione dei suoi principi. In questo specifico caso, l’importanza è sostanziale perché fornisce l’interpretazione ufficiale sulla partecipazione diretta delle persone con disabilità al monitoraggio della convenzione stessa.

Negli articoli di riferimento e nel General comment numero sette viene sancito per la prima volta nel quadro internazionale il pieno diritto alla partecipazione e all’autodeterminazione delle persone con disabilità. Che diventano protagoniste attive delle scelte relative alla propria esistenza dopo che, per secoli, sono state considerate considerate “oggetti” di scelte e non soggetti attivi e capaci di autodeterminarsi liberamente.

Ma la strada per arrivare al riconoscimento del diritto umano all’auto-rappresentanza è stata (e per certi versi lo è tutt’ora) irta di ostacoli: fisici, ancora oggi onnipresenti, e soprattutto culturali, a causa di barriere ideologiche e di pregiudizi. Non da ultimo anche a causa della difficoltà af accedere alle diverse forme di comunicazione.

Niente su di noi senza di noi” diventa quindi un motto riconosciuto non solo dalle associazioni rappresentative di persone con disabilità, ma un vero e proprio comandamento da rispettare in ogni passaggio per una partecipazione sociale e culturale attiva. Un passaggio che distingue il diritto civile della persona a prescindere dalla propria disabilità.

Le associazioni che rappresentano le persone con disabilità e i loro diritti vengono quindi “legittimate” a far parte degli organismi di controllo e monitoraggio della Convenzione Onu perché è stata compresa la loro importanza.

Oltre alla competenza che perseguono nel tenere alta l’attenzioni sui diritti, sulla loro esigibilità e a non fare mai passi indietro nelle legittime rivendicazioni, attualmente le associazioni (in particolare quelle che fanno parte di reti nazionali o regionali) svolgono un fondamentale ruolo di advocay. Che si manifesta a livello più alto nella presenza ai tavoli di lavoro istituzionali nazionali o regionali, ma anche a livello locale con una costante disponibilità ad accogliere sollecitazioni da parte dei cittadini quando sono vittima di violazioni dei propri diritti o per fornire loro la capacità di autorappresentarsi attraverso un lavoro di empowerment.

Un grande traguardo delle associazioni è stato credere da sempre alla capacità di autodeterminazione delle persone con disabilità. ANFFAS lo fa attraverso un grande progetto nazionale che ha istituito una piattaforma degli autorappresentati: persone con disabilità intellettiva che hanno imparato a relazionarsi e a presentare le proprie istanze anche a livelli sociali e politici molto alti. Un percorso che è stato possibile anche attraverso strumenti specifici come, ad esempio, il linguaggio “easy to read”.

Il diritto alla partecipazione e al monitoraggio della Convenzione Onu si realizza attraverso la presenza delle associazioni come componenti effettivi o invitati permanenti all’interno dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, istituito in Italia dalla legge di ratifica della Convenzione Onu. Obiettivo dell’Osservatorio è quello di mettere in pratica i princìpi contenuti nella stessa e di monitorarne l’effettiva osservanza attraverso un costante confronto

L’osservatorio è composto da 11 associazioni in qualità di membri effettivi, e di 20 ospiti permanenti di cui ben 16 sono realtà associative

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