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28 Luglio 2020

Protocollo Governo-CEI, un nuovo appello di LEDHA contro la discriminazione

Solo la Conferenza episcopale ha risposto alla prima lettera dei legali dell'associazione. Che chiedono di cancellare la previsione di "luoghi appositi" per i fedeli con disabilitą che partecipano alla Messa

Cancellare, nel più breve tempo possibile, il paragrafo del protocollo stipulato tra il Governo e la Conferenza episcopale italiana (CEI) per la riapertura delle funzioni religiose ai fedeli in cui si invitano le chiese a far partecipare i fedeli cattolici con disabilità "in un luogo apposito". Questa la richiesta contenuta in una lettera che LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero dell'Interno, al presidente e al segretario generale della Conferenza episcopale italiana. "Dopo l'invio della nostra prima missiva abbiamo avuto riscontro solo da parte della CEI -spiega l'avvocato Laura Abet del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA-. Nonostante i nostri successivi tentativi di confronto con il Governo, a oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta".

Il protocollo in oggetto, era stato approvato il 7 maggio 2020 per permettere ai fedeli cattolici di tornare alla pratica del culto religioso in sicurezza, all'indomani della fase acuta dell'emergenza Coronavirus. Il paragrafo 1.8 stabilisce di favorire "per quanto possibile, l'accesso alle persone diversamente abili (sic), prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente".

Già il 15 giugno scorso, LEDHA aveva scritto ai rappresentanti del Governo e alla CEI contestando questo paragrafo, sottolineandone il carattere potenzialmente discriminatorio dei diritti delle persone con disabilità. Il protocollo, infatti, prevede solo per le persone con disabilità la possibilità eventuale (e non il diritto, come per tutti gli altri cittadini e fedeli) di assistere alle celebrazioni. Altro elemento critico è dato dalla previsione di disporre, solo per le persone con disabilità, "luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni".

"Insistiamo nel chiedere alla CEI che voglia comunicare al Governo italiano il desiderio di cancellazione di tale norma, rivelatasi  eccessiva e fonte di erronee interpretazioni, così come ha ottenuto recentemente la cancellazione di altre misure di sicurezza e prevenzione", si legge nel testo della lettera. In queste settimane, infatti, la CEI ha ottenuto che venisse meno  la necessità di indossare i guanti per i sacerdoti che distribuiscono l'Eucarestia e l'obbligo per gli sposi di indossare le mascherine durante la celebrazione delle nozze.

"Di fronte all'inerzia del Governo nel dare una risposta alla prima sollecitazione fatta da LEDHA, le nostre associazioni ci stanno chiedendo di agire per vie legali. Il nostro auspicio, come legali del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi, è che non si debba rendere necessario questo ulteriore passo. Chiediamo, quindi, che il governo proceda in tempi rapidi alla cancellazione del pargrafo 1.8 del protocollo siglato con la Conferenza episcopale italiana", conclude l'avvocato Laura Abet.

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