Franco e Andrea, padre e figlio, affrontano un lungo viaggio da Miami al Brasile. Il loro racconto, nelle parole di Fulvio Ervas, č una riflessione sull'importanza di osare e sfidare le paure
Andrea è un giovane con autismo che abbraccia le persone che incontra: la frase che dà il titolo al libro è quella che i suoi genitori facevano stampare sulle magliette, perché nessuno si spaventasse. Franco è suo padre, un uomo che lotta con e per il figlio.
È una storia vera. Franco e Andrea Antonello sono di Castelfranco Veneto, e nell'estate del 2010 hanno attraversato le Americhe: tre mesi da Miami al Brasile, in moto, in auto, in autobus, in aereo, in barca. Lo scrittore Fulvio Ervas ha raccolto il racconto di Franco nell'arco di un anno e ne ha fatto un libro.
Ciò che Ervas racconta è il viaggio più improbabile che padre e figlio potessero intraprendere, ma che, grazie alla voglia di sognare di Franco e Andrea, diventa realtà: un lungo tour senza una meta precisa, aperti agli incontri con la più varia umanità, con la natura, che a volte incanta, altre spaventa, con gli imprevisti che sono dietro l'angolo.
Padre e figlio si sperimentano in situazioni inedite, incontrano uno sciamano, Andrea accarezza un coccodrillo. Andrea vive tutto questo con intensità, riesce ad aprirsi agli altri e anche a stare per un po' di tempo senza suo padre, con persone di cui ha imparato a fidarsi. Anche Franco scopre un Andrea diverso, con cui può osare affrontare situazioni che fino a quel momento aveva ritenuto impossibili.
Il racconto è in prima persona, ed è quella di Franco: sono i suoi occhi a guidarci lungo la strada. "Se ti abbraccio non aver paura" è un libro che, oltre a narrare un viaggio ricco di incontri e luoghi indimenticabili, fa riflettere sull'importanza di osare, di sfidare paure, di mettere in discussione ciò che si è sempre creduto vero (una persona con autismo non può rompere la propria routine); solo così si potrà lasciarsi stupire dall'impensabile.
"Se ti abbraccio non aver paura", Fulvio Ervas, Marcos y Marcos, 2012. Il volume è disponibile presso la Mediateca LEDHA. Recensione a cura di Donata Scannavini per la newsletter "Cinema e disabilità"