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20 Luglio 2025

Quale futuro per i Centri per la vita indipendente

Il portale Lombardia Sociale ha pubblicato un bilancio sull'avvio dei centri, approfondendo le prospettive future e i possibili ostacoli

L’articolo “Quale futuro per i Centri per la vita indipendente” fa il punto sull’avvio e sulle prospettive di questo servizio. I CVI infatti rappresentano servizi innovativi basati sulla comunità, ispirati alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, e si propongono di essere una colonna portante della riforma regionale in tema di inclusione e autodeterminazione.

Alla “chiamata” di Regione Lombardia hanno risposto quasi tutti i territori coinvolti: oggi in Lombardia risultano attivi 32 Centri per la Vita Indipendente con 41 sportelli territoriali, frutto di partenariati ampi che coinvolgono 234 enti, tra soggetti pubblici ed enti del Terzo settore, e circa un centinaio di operatori tra professionisti sociali e consulenti alla pari.

Nel complesso si tratta di una risposta generosa e per nulla scontata. Tutti i progetti e le esperienze avviate, si contraddistinguono per una forte attenzione a creare le condizioni affinché le persone con disabilità possano esprimere le proprie richieste, far emergere i propri desideri e quindi trovare i giusti supporti per la redazione del proprio Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.

Non mancano però alcune criticità, ad esempio la distribuzione disomogenea del servizio sul territorio regionale. Inoltre, il vincolo di dover inserire nell’équipe multidisciplinare anche la figura del consulente alla pari ha messo (e sta mettendo) in difficoltà non pochi territori coinvolti in questa fase di implementazione dei Centri.

Leggi l’articolo completo su LombardiaSociale

 

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