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13/02/2018

Partecipazione attiva in una logica di "welfare di comunitą"

La risposta di Cristina Redi, candidata alle elezioni regionali per il PD, alla lettera aperta inviata da LEDHA. Tra le proposte, forme di aiuto domiciliare per i neogenitori di bambini con disabilitą

Il programma relativo alla Disabilità del candidato Presidente PD alla regione Lombardia Gori così esordisce:

Il sistema di servizi della Regione Lombardia raggiunge attraverso i diversi enti e servizi accreditati nel sistema socio sanitario, circa 23.000 persone con “disabilità complesse”, a fronte delle 33.000 residenti in Lombardia (stima ISTAT). Un sistema di servizi in gran parte gestiti da enti del terzo settore (cooperative sociali, fondazioni ex IPAB, enti religiosi e associazioni) e in parte da servizi pubblici in capo prevalentemente ai Comuni. Negli ultimi dieci anni il numero di persone inserite nei servizi diurni è triplicato, ma nonostante questo le unità di offerta sono sempre sature e crescono le liste di attesa, di conseguenza parte dell’onere assistenziale, da un punto di vista concreto e economico, ricade sulle famiglie attraverso il lavoro di cura dei familiari. Bisogna governare e migliorare l’ integrazione tra gli interventi e le istituzioni, una personalizzazione dei progetti e un loro deciso orientamento verso esiti che riconoscano il “diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società con la stessa libertà di scelta delle altre persone”, così come previsto e prescritto dall’articolo 19 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

Di fronte a questo scenario servono obiettivi che accompagnino e sostengano le famiglie con disabili e le persone con disabilità attraverso progetti specifici  nei vari momenti di passaggio tipici della vita di tutti. Ma soprattutto seve la partecipazione attiva delle famiglie e delle persone disabili per costruire i progetti stessi in una logica di welfare di comunità dove i cittadini sono parte attiva nella costruzione delle soluzioni.

In quanto candidata al Consiglio Regionale con la lista PD appoggio gli obiettivi contenuti nel programma stilato che rispondono in pieno a quanto contenuto nell’appello della Federazione italiana per il superamento dell’handicap ed in particolare:

  • precocità degli interventi diagnostici, preventivi e di “abilitazione” con l’attivazione di forme di aiuto domiciliare ai neogenitori di bambini con disabilità;
  • curare i passaggi dalla prima infanzia alla seconda infanzia, in particolare con l’accesso alla scuola primaria e poi il sostegno durante la crescita e il percorso scolastico e formativo attraverso una scuola inclusiva che preveda la formazione ad hoc delle insegnanti e la consulenza degli specialisti su progetti specifici ad personam e sul gruppo classe;
  • presidiare il delicatissimo passaggio dall’adolescenza alla maggiore età, con l’intento di dare continuità ai progetti di intervento e di supporto e ai diritti di partecipazione sociale. Le condizioni della neuropsichiatria ed in particolare della neuropsichiatria adolescenti sono di totale marginalizzazione e il passaggio dei giovani disabili e soprattutto dei giovani con significativo disagio psico-sociale e psichiatrico lasciano buchi enormi proprio nella fascia tra i 18 e i 20 anni, con elevatissimo rischio di “cronicizzazioni psichiatriche” che si producono in totale assenza di servizi e con famiglie in grandissima solitudine;
  • l’acquisizione dell’autonomia per l’accesso alla vita adulta, la possibilità di fuoriuscita dal nucleo familiare, il sostegno alla scelta del luogo di vita, fino al tema del dopo-di-noi;
  • l’investimento di risorse in favore dell’inclusione lavorativa, in particolare delle persone con disabilità a maggior rischio di esclusione, ristabilendo un coordinamento stabile e strutturato tra le politiche di welfare e le politiche del lavoro;
  • sostenere progetti a favore dell’abitare autonomo, integrato e socializzante delle persone con disabilità, al di fuori dei contesti di istituzionalizzazione favorendo l’integrazione residenziale nei luoghi di vita ordinari.

A questi obiettivi ritengo si possa anche aggiungere la possibilità di un pensiero progettuale sia in ambito culturale, che sportivo che e di vita nelle nostre città e paesi inclusivo per definizione e cioè non attività per disabili ma la possibilità per le persone disabili di partecipare pienamente alla vita quotidiana e nella normalità.

Cristina Redi

 

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